L’Italia Preistorica e le sue antiche popolazioni

L’ Italia preistorica inizia ad essere abitata dal paleolitico. L’uomo di questo periodo è tendenzialmente cacciatore e si avvale come strumenti per la caccia in un primo momento di pietre a forma di ascia (fase dell’ascia impugnata) e più tardi di schegge (fase della scupide). In questo secondo periodo ci sono tracce di religiosità e il culto dei morti, i quali venivano seppelliti nelle caverne in cui gli uomini abitavano.

Nel Neolitico invece l’uomo oltre alla caccia si occupa anche della pastorizia, si occupa degli animali ed acquisisce l’abilità di levigare la pietra e forgiare l’argilla, e vengono diffusi oggetti di rame. Non vive più in grotte o caverne bensì in capanne raggruppate in tribù anche se perlopiù uniformi tra loro. Per maggiore sicurezze alcune capanne venivano costruite su sistemi di pali a poca distanza dalla costa di laghi, vengono costruite le palafitte.

Con la mescolanza di rame e stagno gli uomini ottengono il bronzo, sorge così una nuova fase, l’età del bronzo. In questo periodo le differenze tra i vari nuclei civili cominciano ad acuirsi. Ad esempio si sviluppa tra la Lombardia e l’Emilia una civiltà , i Terramare, che per l’appunto costruivano le palafitte sull’asciutto. Le tribù prendono confini delineati, forme precise, costruiscono le prime “strade”. La civiltà dei terramare era composta da guerrieri e agricoltori. Esse si distinguevano anche in base alla tipologia di edifici costruiti (i nuraghi in Sardegna, le dolmen in Puglia) o in base al culto dei morti (inumazione o incinerazione).

Verso il 1000 a.C in Italia penetra il ferro e si dà inizio all’età del FerroLe civiltà hanno ormai assunto caratteri propri e contraddistinti, soprattutto in base alle modalità di sepoltura. Al Settentrione e nella parte tirrenica dell’italia centrale è diffusa la incinerazione (combustione della salma). Nella parte adriatica e nel Meridione è di uso comune l’inumazione (seppellimento). Tra le civiltà che si distinguono maggiormente in questa fase troviamo il “villanoviano” da Villanova, vicino Bologna (VIII-VII sec. a C).

Le Popolazioni dell’Italia Preistorica

Proseguendo negli anni le civiltà si differenziano sempre più in modo particolare, possiamo distinguere due principali gruppi di popolazioni indoeuropee:

  • latino-siculo, tra cui i Latini e i Siculi i più antichi popoli indoeuropei, imparentati con gli Ausoni in Campania e gli Enotri dell’Italia meridionale anche su subito scomparsi. Tra gli Enotri vi erano gli Itali, abitanti dell’odierna Calabria, grazie ai quali prese nome l’intera penisola, l’Italia.
  • osco-umbrovenuti più recentemente, si distinguono in Sabini a nord di Roma, Volsci a sud e gli Umbri nell’odierna umbria. Fanno parte di questo gruppo anche i Sanniti che si insediarono nell’odierno Molise e Abruzzo e poi in Campania ove presero il nome di Osci.

Oltre i gruppi Indo-Europei vi erano altri tre gruppi: Illiri, Celti e Greci.

Gli Illiri erano imparentati con i Veneti, nell’omonima regione, e gli Iapigi nell’odierna Puglia. I Celti o Galli emigrati in Italia nel V sec. a C. si stabilirono nella regione della Pianura Padana. I Greci invece colonizzarono il meridione italiano e la Sicilia dall’VIII sec. a.C, la nota Magna Grecia.

Bisogna precisare che riguardo le varie originarie civiltà ci sono molti dati contrastanti o discordi, ad esempio è possibile i terramare erano già una civiltà etrusca o forse dai villanoviani. Rimane dunque importante l’operazione di elencazione delle varie civiltà sottolineando la loro diversificazione.

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche...