Carlo Goldoni

Goldoni nasce a Venezia nel 1707. Poté conseguire gli studi in vari paesi dell’Italia, grazie al lavoro del padre che, essendo medico, si trovava a spostarsi spesso nella nazione. La morte di quest’ultimo lo portò ad avvicinarsi al mondo del teatro per questioni prevalentemente economiche.

Vita e Opere di Carlo Goldoni

Goldoni nella prima fase della sua produzione affrontò generi diversi: tragicommedie, melodrammi, intermezzi e commedie e proprio queste furono prese in esame e radicalmente rivoluzionate. Goldoni risultava essere una nuova figura di intellettuale. Lo scrittore che vive dei proventi della sua professione, egli non scrive per un pubblico elitario, bensì per il grande pubblico, il mercato.
Cominciò a lavorare con la compagnia Madebac, dal 1748 al 1753, scrivendo un elevato numero di commedie e aprendo lentamente strada alla sua riforma teatrale. Dopo una serie di alti e bassi, per questioni economiche, entrò in conflitto con la suddetta compagnia e passò al teatro San Luca nel 1753. Qui cercò strade diverse per l’affermazione della sua riforma senza, però, trovarne una giusta. Decise così di accettare nel 1762 un invito a recarsi a Parigi per dirigere la “commédie italienne“.
In Francia Goldoni non trovò un pubblico pronto per la sua riforma, e, per questo, scrisse delle commedie sui modelli del francese Moliére e dell’italiana Commedia Dell’Arte, riuscendo ad ottenere un discreto successo.
In seguito alla rivoluzione francese, l’Assemblea Legislativa sospese anche la sua pensione. Goldoni sopravvisse pochi mesi, morendo in miseria nel 1793, nello stesso giorno in cui la stessa assemblea gli riconosceva i meriti.

 Il Rapporto con l’Illuminismo

Goldoni è un intellettuale cresciuto nella Venezia settecentesca, nella quale penetra nei primi decenni del secolo la cultura europea più moderna e illuminata. I ceti burocratici e borghesi vengono a conoscenza delle idee più innovatrici e, tramite i viaggi dei nobili, vi è un aggiornamento continuo della cultura.
In Goldoni vi è innanzitutto una adesione alla vita mondana. Ciò fa scaturire in lui l’antipatia per ogni forma di metafisica e l’esaltazione di una filosofia pratica, fondata sul ‘buon senso’ e avente come fine il bene comune. Goldoni ha un forte senso della socialità e va contro tutto quello che possa compromettere un sereno e produttivo vivere sociale.
La mentalità di Goldoni, dunque, è prettamente riformatrice: lo scrittore auspica a una tranquilla convivenza tra i vari ceti. Per questo egli ammira le società mercantili del Nord, dove i borghesi affiancano i nobili nella vita politica. L’ideale di vita che traspare da questa ammirazione è quello di una civiltà laboriosa in cui si afferma un nuovo tipo di eroe: l’uomo onesto che si realizza nella sfera della sua attività produttiva.

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